I Maestri liutai

Raffaele Fiorini

Giuseppe Fiorini

Augusto Pollastri

Gaetano Pollastri

Otello Bignami

Ansaldo Poggi

Natale Carletti

Paolo Morara

Cesare Candi

Oreste Candi

Carlo Carletti

Armando Monterumici

Altri costruttori dello stesso periodo

 

 

 



Raffaele Fiorini

Musiano di Pian di Macina di Pianoro (Bologna), 15 Luglio 1828
Bologna, 18 Ottobre 1898


Personalità rinnovatrice e pioniere della grande rinascita della liuteria contemporanea bolognese.
Trascorse la prima giovinezza a Bazzano ove apprese i primi rudimenti della liuteria quando ancora esercitava la professione paterna al 'Mulino della Sega'.
Un celebre violinista e didatta, il professor Verardi, lo indusse ad iniziare la grande avventura bolognese convincendolo ad aprire, nel 1868, una bottega nell'affascinante ambientazione di Palazzo Pepoli, non lontano dal Liceo Musicale del capoluogo emiliano.
Fiorini seppe in breve guadagnarsi un posto di rilievo nel suo nuovo ambiente, attirando a sé un certo numero di apprendisti di grande talento, incluso il figlio.
Raffaele Fiorini ottenne un premio (medaglia d'argento con plauso) all'esposizione internazionale di musica di Arezzo del 1882, e la medaglia d'argento all'esposizione di Torino del 1884; raccolse anche consensi ed elogi per i restauri.

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Giuseppe Fiorini

Bazzano (Bologna), 28 Settembre 1861
Monaco di Baviera, 23 Gennaio 1934


Figlio di Raffaele si accostò fin da bambino alla liuteria e all'età di quindici anni portò a termine il suo primo violino.
Avviata una autonoma bottega cittadina, in via Santo Stefano ottenne presto particolari menzioni a diverse esposizioni.
Fu premiato all'Esposizione di Milano nel 1888, e nello stesso anno gli fu attribuita la "Gran Medaglia d'Oro" all'Esposizione Internazionale della Musica di Bologna.
Avendo sposato la figlia di Rieger, fondatore della nota casa musicale di Monaco di Baviera, si allontanò ben presto da Bologna, imponendosi rapidamente anche in Germania, tanto da essere eletto Presidente della Associazione dei liutai tedeschi e divenire in seguito titolare della azienda Rieger.
Dal 1915 si trasferì a Zurigo e vi rimase sino al '23 quando ritornò in Italia, prendendo residenza a Roma. Purtroppo a partire dal 1925 la vista gli si indebolì sino a renderlo quasi completamente cieco.
Nel 1920 aveva acquistato quel che rimaneva del laboratorio di Antonio Stradivari dalla Marchesa Paola Dalla Valle di Pomaro, erede diretta del Conte Cozio di Salabue, ed in seguito volle donare l'intera preziosissima collezione alla città di Cremona.
Grande personalità della liuteria internazionale e rinnovatore degli aspetti tecnici ed estetici della professione, tra i suoi allievi italiani vanno annoverati Ansaldo Poggi, Paolo Morara, Turcke Bebie, Giuseppe Castagnino, Pietro Messori, Arrigo Tivoli-Fiorini.

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Augusto Pollastri

Bologna, 11 Maggio 1877
Bologna, 9 Novembre 1927


La famiglia di Cesare Pollastri abitava a Bologna, presso Porta Castiglione ed il piccolo Augusto aiutava il padre, mugnaio e musicista dilettante, e rendeva piccoli servizi nella bottega del famoso liutaio Raffaele Fiorini.
Quando il Fiorini, che aveva iniziato il ragazzo ai segreti della professione, non fu più in grado di esercitarla, il ventenne Augusto si dedicò completamente all'attività che aveva appreso in un ambiente così stimolante.
Presto il suo lavoro gli permise di raggiungere una grande notorietà, sia come restauratore, che come costruttore.
Nell'anno della morte, 1927, Augusto ottenne gli unici riconoscimenti ufficiali: la Croce al Merito del Lavoro e le medaglie d'Oro all'Esposizione di Ginevra e alle Esposizioni Riunite al Littoriale di Bologna.
Oltre al fratello Gaetano può essere considerato suo allievo anche Marco Dobretsovitch.

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Gaetano Pollastri

Bologna, 24 Novembre 1886
San Lazzaro di Savena (Bologna),
5 Ottobre 1960


Fratello minore di Augusto, Gaetano fu violinista di professione e si dedicò alla liuteria dopo la prima guerra mondiale, lavorando nella stessa azienda di via Castiglione che si occupava di costruzione, riparazione e commercio di strumenti ad arco. Nel 1927 ricevette il Diploma d'Onore in occasione della Mostra-Concorso di Liuteria Contemporanea di Cremona.
Quando Augusto morì nel 1927 rilevò la ditta del fratello. Nei vent'anni successivi Gaetano costruì numerosi strumenti tra i quali, nel 1930, un violino con stemma pontificio che donò personalmente a Papa Pio XI; restaurò violini preziosi tra cui uno Stradivari ed un Guarneri di proprietà del fratello di Guglielmo Marconi, Alfonso, vinse il Diploma d'Onore a Cremona nel '49.
Nel 1954 presentò due violini al 2° Concorso Nazionale di Liuteria Contemporanea di Roma, ottenendo un Diploma d'Onore, e fu presente con suoi strumenti ai concorsi di Ascoli Piceno ('54) e di Pegli ('56).
Forte il suo impegno a favore della professione: fu socio fondatore della ANLAI. Allievo del padre fu Cesare Pollastri, altri allievi furono Franco Albanelli e Otello Bignami.

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Armando Monterumici

Vedrana di Budrio (Bologna),
9 Marzo 1875
Bologna, 21 Dicembre 1936


Cominciò giovanissimo l'attività di liutaio presso il laboratorio di Fiorini, avendo dimostrato talento e disposizione.
Pur avendo ricoperto un ruolo di rilievo nella bottega di Raffaele, la personalità di Armando Monterumici è restata nell'ombra, forse effetto di un carattere un po' taciturno e schivo, ma i pochi strumenti che sono arrivati fino a noi con l'etichetta originale testimoniano una rara maestria.
Tra i tanti clienti si ricordano il maestro Campaiola, il conte Cavazza, i professori Cuccoli e Torricelli, il prof. Certani di Budrio.
Ebbe un garzone di bottega di nome Raul Chiesa. Suo allievo fu anche Denis Yarovoi, il quale ha poi esercitato l'attività a Mosca.
Alla sua morte alcuni strumenti furono terminati da Anselmo Gotti.
Monterumici fu premiato a Parigi all'Esposizione del 1916 con medaglia d'oro.

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Cesare Candi

Bologna, 5 Marzo 1869
Genova, 29 Settembre 1947


Rimasto orfano prematuramente, Cesare Candi entrò a bottega da Raffaele Fiorini; nel 1888 raggiunse il fratello Oreste a Genova. Per circa quattro anni fu dipendente della fabbrica di mandolini e chitarre dei Fratelli Barberis, costruendosi una solida esperienza e facendosi apprezzare in città.
Nel 1892, ancora in qualità di dipedente, vinse un premio nell'ambito della grande Esposizione Italo-Americana.
La bottega di via di Porta Soprana, laboratorio in cui restò per tutta la vita, fu luogo non solo di lavoro e formazione, ma d'incontro, un salotto cittadino aperto a persone unite dall'amore per la liuteria e per la musica.
In occasione delle celebrazioni stradivariane del 1937 restaurò il 'Cannone' di Paganini.
L'attività del Candi, che si svolse nell'arco di circa sessant'anni, può essere suddivisa in quattro periodi: il primo in cui costruisce chitarre e mandolini finemente intarsiati; il secondo che comprende i primi strumenti ad arco; il terzo, sino agli anni '30, dove meglio si esprime la maturata esperienza e l'ultimo periodo in cui il suo lavoro manifesta una certa livellatura.
Alla bottega di Candi si formarono Paolo de Barbieri e Giuseppe B. Lecchi ed il nipote Corrado Gritti.

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Oreste Candi

Minerbio (Bologna), 27 Novembre 1865
Genova, 4 Settembre 1938


Fu il primo dei due fratelli, allievi di Fiorini, a raggiungere Genova per lavoro.
Già nel 1886 fu impiegato nella fabbrica di strumenti musicali dei Fratelli Barberis. Poi, nell'ultimo decennio del secolo si dedicò alla costruzione di mandolini e chitarre con il fratello minore Cesare in una propria bottega di liuteria in via dei Servi al 54.
Dai primissimi anni del Novecento e sino al 1930 tenne bottega in Vico Dritto di Ponticello, ove avviò anche un piccolo commercio di quaderni per musica ed articoli affini.
Iniziò relativamente tardi a costruire strumenti ad arco; si può ritenere che prima del 1915 la costruzione del violino costituisse elemento sporadico; interessanti i suoi lavori ispirati alla scuola genovese settecentesca, scuola di cui probabilmente potè conoscere gli originali ed anche le copie lasciate da Erminio Montefiori.

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Otello Bignami

Bologna, 6 Agosto 1914
Bologna, 1 Dicembre 1989


Nella storia di Otello Bignami si ritrovano caratteri comuni a molte biografie di liutai del 19º secolo, ed in particolare il trarre vitalità da una forte tradizione contadina ed artigiana, ove la musica è importante quanto il pane.
La stima del suo maestro, Gaetano Pollastri, ed il permesso di potersi firmare come suo allievo diventano una premessa di successo nella professione.
I principali riconoscimenti che raccolse come in questo campo vennero dalla Mostra Internazionale di Cremona (1949), dal primo premio al 3º Concorso Nazionale di Liuteria della Accademia di Santa Cecilia di Roma (1956) e dal premio speciale al concorso Wieniawski quale "miglior liutaio d'Italia, culla della liuteria mondiale" (1957).
Nel 1976 ricevette il "Violino d'oro della città di Bagnacavallo" e nel 1979 un premio speciale per la sua particolare dedizione all'insegnamento.
Tra i molti illustri clienti va ricordato il grande David Oistrakh.
Tutti i suoi strumenti sono dotati di una dolce bellezza e di una forte e amabile sonorità.
L'esperienza della scuola, dalla fine degli anni '70, con i numerosi allievi, fu determinante per assicurare la continuità della tradizione liutaria bolognese.

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Ansaldo Poggi

Villafontana di Medicina (Bologna),
9 Giugno 1893
Bologna, 4 Settembre 1984


Ansaldo Poggi manifestò precocemente la sua disposizione alla liuteria ed il padre, lui pure artigiano, musicista e liutaio dilettante, ne assecondò la natura avviandolo all'arte.
Dopo la pausa della Prima Guerra Mondiale si dedicò alla professione, riprendendo il lavoro col genitore e nello stesso tempo diplomandosi presso l'Accademia Filarmonica di Bologna.
Nel 1921 raggiunse a Zurigo il famoso liutaio Giuseppe Fiorini del quale fu amato discepolo; nel 1923 conquistò la sua prima medaglia d'argento con una viola al Concorso Nazionale di Roma.
Negli anni 1925,1927,1929 fu premiato con altrettante medaglie d'oro, dopo di che venne dichiarato fuori concorso.
Con il trascorrere degli anni Poggi si rese stilisticamente indipendente da Fiorini, e ben presto fu in grado di produrre strumenti con forme sue e dal gusto personale, riscuotendo sempre un grandissimo successo sia in ambito nazionale che internazionale.
Sono da considerare suoi allievi Gianpaolo Savini, Neldo Ferrari e Gian Carlo Guicciardi.

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Paolo Morara

Bologna, 17 Dicembre 1889
Budrio, 22 Febbraio 1958.


Paolo Morara fu un eclettico artista e musicista bolognese, testimoniando con la sua vita una molteplicità di interessi artistici coltivati con impegno e successo.
Negli anni '20 divenne allievo di Giuseppe Fiorini, che allora era all'apice della sua carriera.
Il padre aveva praticato la liuteria da autodidatta, educando alla musica entrambi i figli.
Fu violoncellista di professione e non si dedicò all'arte liutaria in maniera esclusiva, ma ottenne, presentando propri strumenti alle mostre-concorso di Cremona negli anni '30 e '40, alcuni buoni riconoscimenti.

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Carlo Carletti

Pieve di Cento, 13 Agosto 1873
Pieve di Cento, 2 Marzo 1941


Carlo Carletti dall'infanzia fu avviato a studi classici che, a causa della prematura morte del padre, proseguì con alcune difficoltà fino alle fine del ginnasio.
Si avvicinò all'attività liutaria professionale dedicandosi prima all'antiquariato d'arte e poi producendo strumenti a corda seguendo da vicino i consigli di Raffaele Fiorini del quale frequentava il laboratorio.
Alla morte del Fiorini strinse rapporti di amicizia e collaborazione con Augusto Pollastri; dopo il 1908 iniziò una frequentazione anche con Luigi Mozzani di Cento.
Carlo Carletti costituì un autonomo laboratorio a Pieve di Cento, che a partire dagli anni '20 cominciò ad avvalersi dell'aiuto dei suoi figli oltre che del nipote.

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Natale Carletti

Pieve di Cento, 24 Settembre 1904
Pieve di Cento, 30 Ottobre 1979


Primogenito di Carlo, formato anch'egli da studi classici, si dedicò in gioventù principalmente alla musica, la cui professione alternò a quella di liutaio.
Dal 1927 si occupò, insieme al fratello Orfeo, della conduzione del laboratorio bolognese avviato dal padre.
Successivamente ritornò alla bottega di Pieve di Cento e nel 1941 succedette al genitore dedicandosi esclusivamente alla professione ereditata dalla famiglia.
Ebbe riconoscimenti nelle rare occasioni in cui partecipò a mostre e concorsi (medaglia d'argento a Cremona nel 1949; medaglia d'oro ad Ascoli Piceno nel 1959, medaglia d'oro a Bagnacavallo nel 1972).
Lasciò erede e continuatore dell'attività il figlio ed allievo Gabriele.

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