Raffaele Fiorini e
la Scuola Liutaria Bolognese
fra '800 e '900

Fino alla prima metà dell'800 l'arte liutaria ha visto un periodo di stasi, ma poco dopo, per merito in particolare di una figura certamente carismatica, Raffaele Fiorini, ha avuto un grande rilancio, i cui benefici animano ancor oggi i liutai che operano nel settore.

Questo maestro, nativo di Musiano di Pianoro, ha avuto il merito, durante il periodo dei grandi fermenti musicali che hanno caratterizzato Bologna durante la seconda metà dell'800, di rilanciare nel capoluogo emiliano la bottega liutaria artigiana di foggia antica, prendendo presso di lui molti apprendisti che a loro volta hanno continuato con grande successo nel secolo successivo. Chi opera oggi a Bologna deriva inevitabilmente da questa scuola.Nomi come quelli che si intende esporre sono ormai considerati tra i migliori artefici di strumenti ad arco del '900 italiano.

Una breve nota per ricordare questi autori, che intendiamo trattare, oltre a Raffaele Fiorini:

Augusto Pollastri, capostipite di questa assai nota famiglia liutaria, cominciò come garzone presso la bottega del maestro; avendo mostrato fin da subito doti non comuni nei confronti dell'arte, ebbe incarichi di responsabilità nel momento in cui Raffaele, verso la fine della sua esistenza, si ritrovò ammalato ed inabile a condurre l'azienda. Dopo la sua morte, per una trentina di anni, portò avanti uno dei laboratori più illustri della città, coadiuvato dal fratello Gaetano. Anche se la produzione totale non fu cospicua nel numero, ciònondimeno il livello e la classe dei suoi strumenti sono considerati oggi leggendari ed il modello Pollastri, da lui creato, dopo quello dei classici, è uno dei più copiati al mondo. Infatti il numero delle imitazioni e dei falsi presenti sul mercato supera di gran lunga quello degli strumenti originali.

Il fratello Gaetano, dopo la prematura morte di Augusto, ha continuato in proprio l'attività, raggiungendo anch'egli ottimi risultati, certamente ben riconosciuti anche commercialmente ai giorni nostri.

I fratelli Candi, pur avendo esercitato la professione a Genova, anch'essi sono considerati a pieno titolo allievi di Raffaele Fiorini, e specialmente Cesare ha raggiunto una rispettabilissima fama internazionale, non solo per quanto riguarda la costruzione degli strumenti ad arco, ma anche per quella degli strumenti a pizzico finemente intarsiati ed intagliati.

La mostra prevede anche qualche strumento di Armando Monterumici, un altro artista bolognese che è stato apprendista nel medesimo laboratorio di fine ottocento, certamente degno di essere conosciuto più approfonditamente poichè la sua produzione è piuttosto rara.

Giuseppe, figlio di Raffaele, è una delle figure più importanti della liuteria italiana.

La Cremona liutaria di oggi deve tanto a quest'uomo appassionato e colto, che dopo una corte durata quarant'anni ha acquistato le rimanenze della bottega di Stradivari (forme, attrezzi, disegni originali, modelli) e le ha donate alla città, con la precisa intenzione che si creasse una Scuola di Liuteria capace di ridare il primato italiano a quest'arte.

Ansaldo Poggi è stato suo allievo e se oggi i suoi strumenti sono tra i più ambiti e meglio pagati a livello mondiale lo deve certamente alla alta scuola da cui proveniva e della quale anch'egli, quand'era in vita, è sempre stato orgoglioso.

Infine Otello Bignami, il maestro della maggior parte dei liutai oggi operanti professionalmente nella nostra città. Il suo ricordo è ancora molto vivo tra coloro che lo hanno conosciuto, e avere la sua bottega riallestita per l'occasione sarà certamente un gran gesto di affetto alla sua memoria e non solo una preziosa nota storica e didattica.

Lo scopo di questa esposizione è dunque quello di approfondire la conoscenza di questi autori in un iter storico e didattico che non ha precedenti (sarebbe la prima volta che a Bologna si organizza un tale evento), e di rendere partecipe e scopritrice la cittadinanza di un tesoro di tradizione artistica che non sapeva di avere.